Strategia Aree Interne

La Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese (SNAI) rappresenta la combinazione di azioni per lo sviluppo locale e di rafforzamento dei servizi essenziali di cittadinanza, finalizzata al rilancio di quelle aree del paese significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali ed in declino demografico, ma ricche di importanti risorse ambientali e culturali.
Tale Strategia riguarda in particolare il rafforzamento dei servizi collettivi essenziali: istruzione, trasporti e sanità.
Nell’ambito della SNAI, Regione Piemonte ha individuato nel 2015, l’area Valli Maira e Grana quale area interna pilota.
Per la costruzione della Strategia d’Area sono state necessarie una serie di “tappe di lavoro” da seguire, a seguito dell’avvio dell’attività di “ascolto del territorio” e specifiche linee guida per la co-progettazione degli interventi, elaborate dai vari Ministeri competenti.
Nel 2018 è stato sottoscritto l’APQ (Accordo Programma Quadro) della Valle Maira e Grana.
Nel 2023 è stata modificata la Strategia d'area "Ritorno al futuro" dell'area interna Valli Maira e Grana con conseguente modifica degli interventi cardine in tema scuola attuativi della stessa.
ISTRUZIONE
La scuola rappresenta uno dei servizi di base da cui dipende la scelta di restare a vivere o di trasferirsi nelle aree interne del paese. Per tale ragione la Strategia nazionale per le aree interne finanzia la sperimentazione di interventi permanenti per migliorare la qualità della scuola.
Il lavoro di confronto e analisi condotto con le Regioni e con i territori durante il 2014 per la selezione delle aree-progetto ha consentito sia di verificare le criticità della scuola in queste aree, sia di evidenziare le ipotesi di intervento del territorio.
La scuola nelle aree interne è naturalmente predisposta ad utilizzare uno spazio di riferimento più ampio di quello fisico/scolastico. Tuttavia, tale potenzialità è limitata dalla carenza di realtà extra-scolastiche, dal ridotto utilizzo dell’apertura prolungata (in assenza di trasporti pubblici o mense) e dalla difficoltà di spostamento degli studenti all’interno delle aree e, quindi, dal difficile accesso alla scuola. Eppure molti sono gli spazi che, se utilizzati, possono arricchire le esperienze didattiche degli studenti: si pensi alle risorse ambientali (outdoor education, per esempio) che possono incentivare nuove realtà educative nella scuola primaria ma anche nell’infanzia, oppure al riutilizzo di spazi inutilizzati per avviare corsi e attività laboratoriali extra curricolari.
L’organizzazione del servizio scolastico in questi territori si regge su numeri piccoli, che interessano sia gli alunni sia, di conseguenza, il corpo docente. Il problema delle classi è di notevole rilevanza per l’organizzazione del servizio scolastico nelle aree interne: nelle aree-progetto individuate la frequenza di classi con meno di 15 alunni è, nella scuola primaria, spesso superiore al 50%, talora pari al 70-90% (contro una media nazionale del 19%).
La qualità dell’insegnamento è inoltre influenzata negativamente da un elevato turn over dei docenti, dovuto da un lato alla richiesta di cambiamento di sede dei docenti scarsamente attratti dalle aree interne e dall’altro da un’elevata incidenza di docenti a tempo determinato, destinati ogni anno a cambiare sede.
Nella maggioranza dei territori interni i problemi di qualità della formazione si manifestano in una forte polarizzazione delle scuole in termini di competenza degli studenti; tale polarizzazione, inoltre, nasconde un problema di equità ed è particolarmente grave in queste aree dove assai più ridotta è la possibilità di scelta da parte degli studenti.
In molti casi gli indirizzi dell’ultimo triennio delle secondarie non rispondono alle vocazioni del territorio con il rischio di disperdere le peculiari potenzialità produttive, spesso di natura artigianale e agro-alimentare, presenti nelle aree interne.
L’elevato digital divide incide pesantemente sull’offerta didattica e sulla possibilità di utilizzare pienamente le risorse infrastrutturali, caratterizzando inoltre l’isolamento delle scuole dal resto della comunità scolastica e scientifica.
La scuola delle aree interne è considerata un’importante “agenzia formativa” o “centro civico” capace di interpretare bisogni economici e produttivi di un’area e di utilizzare spazi e risorse (presenti dentro e fuori la scuola) per tradurli in progettualità pedagogiche e in opportunità di sviluppo.
Linee guida per gli interventi nelle aree-progetto
a) Incentivare la permanenza dei docenti nelle aree interne, attraverso il riuso di spazi abitativi inutilizzati di proprietà degli Enti Locali, da destinare in uso ai docenti, con canoni di affitto agevolati.
b) Incentivare collaborazioni tra scuole e realtà economiche (locali e non) per finanziare attività didattiche, di ricerca e progettualità. 4
c) Innovare tecnologicamente a favore della didattica per rafforzare il collegamento tra le scuole, comprese quelle delle aree interne, ma anche per sviluppare esperienze didattiche innovative all'interno di ogni scuola. L’innovazione degli apprendimenti necessita non solo di investimenti in infrastrutture tecnologiche ma anche di una diversa organizzazione degli spazi e dei metodi di insegnamento, anche attraverso laboratori scolastici ed extra-scolastici.
d) Garantire l’apertura pomeridiana delle scuole per rafforzare le competenze chiave degli studenti, sviluppare attività laboratoriali ed extra-curricolari pensate per studenti e per il territorio di riferimento, diminuire il rischio dispersione scolastica, prevedendo opportune modalità organizzative nella gestione delle strutture e del personale (personale ATA o altra figura pubblica).
e) Potenziare l’attrattività degli edifici scolastici esistenti attraverso la riqualificazione, la messa in sicurezza, la diffusione di soluzioni ecosostenibili negli ambienti in particolari aree-progetto. La riqualificazione degli edifici e degli spazi scolastici, oltre ad incentivare una progettualità mirata sull’architettura scolastica, permetterà di ripensare i metodi di apprendimento e di potenziare lo sviluppo delle tecnologie digitali.
e) Organizzare il servizio scolastico. La ridefinizione dell’assetto dei plessi e delle classi, così come il tema controverso delle pluriclassi, necessitano di un confronto diretto tra dirigenti scolastici, amministratori locali, genitori e studenti. L’ipotesi dell’accorpamento dei plessi scolastici permetterebbe di concentrare risorse e progettualità, ma sconterebbe la debolezza dei sistemi di trasporto pubblico (che si aggrava nel caso di aree soggette a nevicate invernali) e comunque richiede di assicurare alle famiglie certezze circa la qualità delle scuole, il trasporto, i servizi di mensa.
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Mantenere “in modo condizionato” plessi di ridotte dimensioni, nonché le pluriclassi: questa soluzione verrebbe adottata nelle aree-progetto in cui l’isolamento geografico dell’area e i problemi di mobilità impediscano l’accorpamento, ma verrebbe realizzata a condizione che venga previsto un piano per il miglioramento della didattica con un uso intensivo degli spazi a disposizione anche in orario pomeridiano.
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Accorpare i plessi in “nuove scuole per il territorio”, per migliorare la qualità della didattica nonché l’offerta formativa. Tale accorpamento non avrebbe luogo in edifici inadatti e originariamente destinati ad altri scopi, ma in “nuove scuole” che, nella strategia pedagogica, nel disegno degli spazi, nell’immagine esterna, siano adatte a servire come volani del rilancio identitario, culturale e produttivo di queste aree.
f) Potenziare alcune competenze didattiche (musica, autocostruzione con materiali naturali, tecniche di recupero/riuso materiali di scarto) e nuovi percorsi di studio rispondenti alle vocazioni territoriali.
g) Rafforzare ulteriormente le competenze nelle lingue straniere favorendo azioni che promuovano l’internazionalizzazione anche nelle aree interne.
Al fine di attuare quanto atteso dalla Strategia Nazionale Area Interna Valli Maira e Grana, l’Istituto Comprensivo di Dronero ha predisposto una serie di azioni per ampliare l’offerta formativa, anche tramite l’acquisto di materiale didattico all’avanguardia, favorendo sia la formazione degli insegnanti, sia predisponendo laboratori con gli alunni, nei vari ordini di scuola. Questi interventi, che hanno avuto avvio a partire dall’anno scolastico 2021/2022, sono tuttora in atto nei diversi plessi di valle.





